La riflessologia plantare si sposta a Rho – Storia di un Caso Pratico – Gianluigi

Gentile lettore,

Oggi ti parlo del caso di Gianluigi, che ho trattato in passato con il cranio sacrale, ed in questi ultimi mesi con la riflessologia plantare. E’ una persona che ha dedicato e dedica attenzione alla propria evoluzione interiore ed è un operatore olistico.

In questi ultimi mesi riceve da me trattamenti di riflessologia plantare con regolarità, per scaricare le tensioni dovuti a situazioni stressanti. Un approccio somato-psichico che lo aiuta a non stare solo nella testa.
Nell’ultima sessione di lavoro, pur dichiarando di stare abbastanza bene, aveva bisogno di trovare risorse per affrontare un episodio importante, che sente molto a livello viscerale.

Il suo aspetto è tirato, il colorito un po’ spento, una contrattura posturale che lo porta a stare flesso in avanti. Lui desiderava fare un trattamento di riflessologia plantare.

Quindi dopo averlo fatto accomodare sul lettino, sento che dovevo approcciare con delle prese di cranio sacrale per portarlo verso un rilascio profondo delle tensioni; gli chiedo il permesso di procedere in tal senso. Quindi procedo ad uno ascolto dei visceri, sto lì e percepisco quella immobilità o meglio quella “quiete” che sottende un’esplosione nel breve.

Ricordo che i nostri visceri sono il nostro radar relazionale, dal cordone ombelicale percepiamo lo stato d’animo di nostra madre, così impariamo a discriminare fra i vari stati emotivi e quindi a rispondere alle emozioni degli altri. Per altro il tenue discerne ciò che buono da ciò che non ci serve, quindi con la nostra pancia percepiamo nell’ambiente cosa ci piace e cosa non ci piace.

Le viscere ci avvertono dei cambiamenti attraverso le emozioni. Ecco che il viso di Gianluigi si contrae, un fremito scuote il corpo e riaffiorano pensieri dolorosi del periodo dell’infanzia, eventi profondamente nascosti, dati per definitivamente dimenticati e superati.

La mente quando viviamo situazioni non ben riconosciute, o situazioni traumatizzanti troppo forti che non abbiamo verbalizzato, condiviso per diversi motivi e circostanze, che non siamo stati in grado di lasciare andare, le archivia,
le nasconde al punto che le potremmo considerare superate. Queste memorie, alcune consapevoli e tante inconsce, possono condizionare le nostre scelte e comportamenti, farci vivere una vita non completa e piena.
Così è stato in questa sessione, ricordi riemersi dal passato che Gianluigi è riuscito a condividere e a ridimensionare, ad attribuire ad un passato finito, a disaccoppiarsi da essi collocandoli in uno spazio fuori dal corpo. Ha potuto
iniziare un processo di perdono per lasciarli andare.

Quando Gianluigi e ritornato verso una situazione più tranquilla sono passata alla riflessologia ai piedi. Ho ritenuto fosse necessario portarlo verso una dimensione più fisica, tornare a sentire il corpo, le gambe e i piedi. I muscoli erano più morbidi, i piedi più accessibili a ricevere il trattamento.

Con il massaggio, ho agito a livello organico e strutturale sulle aree riflesse dello sternocleidomastoideo, trapezio, anche e glutei, ho agito sulla parte la parte muscolata della pianta, i piedi erano accoglienti e Gianluigi ne ha tratto una sensazione di benessere e rilascio immediato. Gianluigi è andato via dal mio studio con passi più radicati, più libero e alleggerito, con una consapevolezza diversa.

Ho parlato di questo caso, per le emozioni che mi ha fatto vivere e perché l’integrazione di due tecniche apparentemente diverse, mi ha permesso di fare un lavoro completo con un risultato importante e profondo a livello emozionale e fisico.