PIEDE CAVO

Caratterizzato da marcata rappresentazione della volta plantare, carico localizzato sul retro e sul avampiede, con deformità delle dita.

Un piede morfologicamente cavo, quindi si presenta con callosità plantari a livello del tallone, delle teste metatarsali e con un appoggio limitato e instabile; si può dire che non stanno con “i piedi a terra”.

Il piede cavo può evolvere verso una situazione patologica a causa dell’irrigidimento progressivo dell’articolazione tarso/metatarsica. Inoltre, lo slittamento verso l’alto della cresta distale del secondo cuneiforme, rende insopportabile calzare scarpe accollate.

In questo articolo mi fermo a condividere delle considerazioni caratterizzanti i portatori di piedi morfologicamente cavi. Per le situazioni patologiche, che non rientrano nelle mie competenze, rimando alle professioni e strutture mediche del caso.

Le persone con piede cavo, non amano le mezze misure, possono essere emotivamente suscettibili o particolarmente controllate; procedono verso il futuro direttamente dal passato, dimenticandosi di stare nel presente.

Dal passo si evince il nostro modo di affrontare vita, la parte anteriore del piede è legata ad un carattere attivo e deciso, una camminata che preme sull’avampiede indica determinazione e voglia di raggiungere i propri obiettivi.  L’arco plantare, la parte centrale del piede, è il nostro centro, tra i talloni che ci consentono la verticalità e la direzione che andremo a prendere. Il piede cavo è caratterizzato da una impronta che quasi non lascia alcun segno dell’arco plantare, questo può indicarci che abbiamo di fronte una persona insicura, che si chiude in una contrazione protettiva, o una persona fortemente controllata, in cui la contrazione sempre protettiva, la fa estraniare dal proprio faticoso presente.

Il massaggio riflessologico, può supportare e sostenere queste persone portandole a concedersi uno spazio nel tempo presente per soffermarsi  in quel contatto radicante con i propri piedi.

 

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